Perchè si fà?

L’indicazione principale alla colonscopia virtuale è rappresentata dal completamento dello studio del colon in tutte quelle situazioni in cui l’esame endoscopico tradizionale sia risultato incompleto per la presenza di esiti aderenziali post-chirurgici, di anomalie anatomiche come il dolicocolon, o nei casi di completa intolleranza del paziente con o senza sviluppo di reazione vagale.
Può essere inoltre impiegata qualora un’importante diverticolite con periviscerite renda rischioso il proseguimento dello strumento con la colonscopia tradizionale. Non essendo influenzata da ostacoli meccanici invalicabili dall’endoscopio, la colonscopia virtuale può valutare i tratti intestinali posti a monte di neoformazioni occlusive o subocclusive dimostrando l’eventuale presenza di lesioni tumorali sincrone. Può inoltre fornire una precisa localizzazione topografica e una corretta valutazione dell’estensione extracolica della neoplasia, informazioni particolarmente utili nella stadiazione preoperatoria.
 
colonscopia virtuale
La colonscopia virtuale può essere proposta come metodica di screening nei soggetti oltre i 50 anni di età con familiarità per carcinoma colorettale (parenti di primo grado di soggetti affetti da carcinoma), o nei pazienti già sottoposti a pregressa polipectomia endoscopica nei quali sia opportuno un follow-up. Comune denominatore di questi soggetti è spesso l’intolleranza all’esame di colonscopia tradizionale.

Un altro importante impiego della colonscopia virtuale è rappresentato dallo studio del colon nei pazienti in cui, per l’età avanzata o per la presenza di patologie concomitanti (es. cardiache o polmonari), la colonscopia tradizionale potrebbe comportare un aumentato rischio di complicanze.
Le indicazioni all’esame vengono comunque valutate per ogni singolo caso dal medico curante e dal medico radiologo.
 
 

In cosa consiste?

Il paziente viene fatto accomodare sul lettino della sala TC e viene quindi introdotta nel retto una sonda in gomma di piccole dimensioni (circa 6 mm di diametro massimo) attraverso cui si insuffla aria in modo da ottenere un’ottimale distensione della cornice colica.

Utilizzando una bassa dose radiante (60 mAs) si effettuano due scansioni, a respiro trattenuto, della durata media di 10 secondi ognuna, sia in posizione supina che prona. L’utilizzo di entrambi i decubiti consente di ottenere un differente posizionamento dell’aria nei vari segmenti intestinali, una ridistribuzione nelle sedi declivi del contenuto fluido e la mobilizzazione di eventuali residui fecali solidi.

La somministrazione di mezzo di contrasto endovenoso viene impiegata solo nei casi in cui venga richiesta una valutazione preoperatoria (stadiazione) di tumori del colon-retto già diagnosticati.
L'esame termina con la rimozione della sonda rettale previo svuotamento del colon dal suo contenuto gassoso.
 

Come prepararsi all'esame?

Come nel caso della colonscopia tradizionale, anche per la colonscopia virtuale il paziente deve eseguire un’accurata pulizia intestinale prima di sottoporsi all’esame, è necessario rimuovere dal colon i residui fecali che potrebbero rendere difficoltosa l’osservazione della superficie del viscere o essere causa di falsi positivi (i residui fecali non sono facilmente distinguibili dai polipi).

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